Il progetto “…non solo note!” nasce dall’esperienza come musicoterapisti all’interno del reparto di onco-ematologia pediatrica presso l’Ospedale ‘S. Maria della Misericordia’ di Perugia.

Siamo venuti a contatto con questa realtà nel settembre 2007, quando la musicoterapia è stata accettata come terapia di supporto all’interno del reparto e di lì a poco è nato il progetto, tuttora attivo.

Con rigore metodologico, in questi cinque anni ci siamo chiesti:

cosa può apportare la musicoterapia al processo di cura che comunque deve essere attivato, in un contesto caratterizzato da elevate criticità?

Che la musica sia in grado di apportare positività e benessere fisico e psicologico è un fatto ormai riconosciuto; rimane però un sapere ancora poco applicato nei contesti clinici, dove non si conosce bene sulla base di quali premesse e secondo quale prassi la musica operi per perseguire tale finalità.

In particolare, nel contesto clinico italiano che s’interessa della onco-ematologia pediatrica, la nostra disciplina si pone in una fase pionieristica senza riferimenti letterari che ci abbiano preceduto.

Il progetto di Musicoterapia in Oncoematologia Pediatrica – Ospedale S. Maria della Misericordia – Perugia. Progetto sostenuto dal Comitato per la Vita Daniele Chianelli – Associazione per la Ricerca e la Cura delle Leucemie, Linfomi e Tumori di Adulti e Bambini – e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia



Che la musica sia un’espressione straordinariamente capace di suscitare emozioni e di stimolare le capacità cognitive è ormai patrimonio acquisito anche in campo scientifico; che questo mezzo però si adatti in modo quasi simbiotico alle esigenze dei bambini affetti da questa grave patologia, era molto meno evidente.
Il libro, in uscita nei prossimi mesi, testimonia questa esperienza nel suo genere unica e ricca di contenuti con pagine che descrivono in “presa in diretta” la complessità e la delicatezza del lavoro svolto.
Gli autori con sensibilità e accuratezza, ci accompagnano nelle molte e diverse forme di relazione che tramite il suono e la musica hanno attraversato la sofferenza, la rabbia, il sorriso, la disperazione e la dolcezza dei bambini e dei ragazzi incontrati da loro nel percorso di cura.
Lavorare in questo reparto diventa inevitabilmente una scuola di umanità, un arricchimento esistenziale. Lo stesso arricchimento potrà giungere al lettore che si accosti a questo lavoro non solo con la curiosità o con interesse per la musicoterapia, ma con quel rispetto e quello stupore che ci si colgono quando incontriamo una persona che soffre, ancor più se giovane. Il testo contribuisce ad allineare l’Italia ai Paesi esteri che inseriscono la musicoterapia nel trattamento delle cure oncologiche non solo con paziente adulti ma anche in ambito pediatrico.